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settembre 8, 2008
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Elenco delle migliori ricette facili ed economiche
settembre 3, 2008
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Elenco di Ricette su “LEONARDO”:
Pain brioche
Palatschinken (omelette)
Pan de fichi
Pan de mein
Pan de Mejn (il pan di miglio)
Pan di spagna alla crema
Pan di spagna
Pan di spagna (2)
Pan di spagna al cioccolato
Pan di spagna farcito al cioccolato
Pan di spagna senza uova
Pan Nociato
Pancake
Pancakes
Pancotto alle patate
Pandolce
Pane azzimo
Pane carasau
Pane Col Miele
Pane Dei Morti
Panettone gastronomico
Panettone ripieno di crema chantilly
Panforte
Panini al latte
Panini al latte (2)
Paniscia della mondina
Panna cotta
Panna cotta (2)
Panrozzo abruzzese
Pansotti con salsa di noci
Panzanella
Panzerotti
Panzerotti (2)
Panzerotti di prugne secche
Paparot
Papassini
Papassinos
Pappa al pomodoro
Pappa col pomodoro
Pappa con il pomodoro
Pappardelle al sugo di gamberi e funghi
Paradise
Pardulas
Parfait di mandorle
Parfait di mandorle e cioccolato
Paris brest
Parrozzo
Parsons special
Passatelli di carne
Pasta aglio olio e peperoncino
Pasta ai carciofi
Pasta ai fiori di zucca
Pasta al curry
Pasta al formaggio
Pasta al nero di seppia
Pasta al pesto
Pasta al tonno
Pasta all’ amatriciana
Pasta all’arrabbiata
Pasta alla caprese
Pasta alla carbonara
Pasta alla crudaiola
Pasta alla norma
Pasta alle olive
Pasta brisée dolce
Pasta con curry e gamberetti
Pasta con fiori di zucca
Pasta con gli asparagi
Pasta con l’avocado
Pasta con le sarde
Pasta con pesce spada e melanzane
Pasta da choux
Pasta da strudel
Pasta del boscaiolo
Pasta di mandorle
Pasta e carciofi
Pasta e fagioli
Pasta fredda
Pasta fredda gamberi e rucola
Pasta frolla
Pasta Frolla Con Le Fragole
Pasta madre
Pasta per la pizza
Pasta primavera
Pasta prosciutto e fontina
Pasta reale in brodo
Pasta sablée
Pasta sfoglia danese
Pastafrolla
Pastella alla birra
Pasticcio di patate e tonno
Pasticcio di tortiglioni
Pastiera napoletana
Pastissada
Patate Al Burro
Patate Al Forno
Patate Al Funghetto
Patate Al Pomodoro
Patate Al Prezzemolo
Patate all’origano
Patate alla maitre d’hotel
Patate alla napoletana
Patate alla pizzaiola
Patate alla potentina
Patate alla trentina
Patate arrosto
Patate dhamphines
Patate e cipolle al forno
Patate ripiene
Patate saltate con cipolla e bacon
Patate saporite
Patate Soffiate
Patattea
Patè
Pavlova
Pechino
Penne ai broccoletti
Penne al curry
Penne al rosmarino
Penne all’arrabbiata
Penne alla pizzaiola
Penne allo speck
Penne con pesce spada e melanzane
Penne e catalogna
Penne gratinate
Pennette ai fiori di zucca
Pennette broccoli e pancetta
Pennette con cavolfiore e speck
Pennette primavera
Peperonata
Peperonata Alla Campagnola
Peperoni Abbrustoliti In Insalata
Peperoni al forno
Peperoni sott’olio
Pere agli amaretti
Pere al cioccolato
Pere al coriandolo
Pere al rhum con gelato
Pere con le nocciole
Pere Meringate
Pere sciroppate
Pernod fizz
Pescatrice in salsa verde
Pesce persico al burro e salvia
Pesce spada ai ferri
Pesce spada al forno con piselli
Pesce spada in umido
Pesche
Pesche agli amaretti
Pesche al cognac
Pesche Al Forno
Pesche al succo d’ananas
Pesche al vino
Pesche all’alchermes
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Pesche alle mandorle e amaretti
Pesche allo sciroppo
Pesche dolci
Pesche gialle alla creola
Pesche sciroppate
Pesche sciroppate con le nocciole
Pesto
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Petit beurre
Petite fleur
Petti Di Pollo Ai Funghi
Petti Di Pollo Al Prosciutto
Petti Di Pollo Con Tartufi ,
Petti di pollo in pastella
Petto Di Tacchino Alla Monica
Piadina
Piatto di melanzane
Piccata di vitello
Piccoli soufflè al cioccolato
Piccoli soufflè al cioccolato (2)
Pie di mele
Piedini all’anice
Pignoccata
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Pina colada (al batida)
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Pinolata
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Pita di mele
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Pizza margherita (2)
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Pizza patate e prosciutto
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Platessa al forno con gamberi
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Plum cake al cioccolato
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Polenta
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Pollo Con Funghi
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Pollo del diavolo
Pollo fritto
Pollo fritto aromatico
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Polpette di melanzane
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Polpette in verde
Polpettone arrosto
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Polpi all’arrabbiata
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Polpo con patate e piselli
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Pomodori alle acciughe
Pomodori con Maionese
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Pomodori perini al forno
Pomodori ripieni
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Pomodori secchi
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Portafogli in salsa
Porto flip
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Profiteroles
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Profiteroles bianco
Profitterol
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Prugne al miele
Prugne all’aceto
Prugne alla grappa
Prugne allo sciroppo
Prugne regina claudia giulebbate
Prugne secche
Prugne secche al vino
Prugne sotto spirito
Pudding di pane
Purè di carote
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Conchiglie ai gamberetti
settembre 3, 2008
Ingredienti:
- 300 gr. di pasta formato conchiglie
- 130 gr. di gamberetti lessati
- 50 gr. di burro
- mezzo bicchiereino di whisky
- mezzo bicchiere di panna
- prezzemolo tritato
| Preparazione: Tenere da parte qualche gamberetto intero e frullare gli altri. Far sciogliere il burro a fuoco dolce, unire i gamberetti frullati e lasciar insaporire qualche istante. Aggiungere il whisky, lasciarlo evaporare e salare. Unire qualche cucchiaio di panna e del prezzemolo tritato. Condire le conchiglie e guarnire con qualche gamberetto intero. |
Informazioni:
- Ingredienti per: 4 persone
- Tempo di cottura: 6 min
- Tempo di preparazione: 10 min
- Difficoltà: Ricetta Facile
- Autore: Albina
Conchiglie in crema ai fiori di zucca
settembre 3, 2008
Ingredienti:
- una cipolla
- 40 gr. di burro
- 4 carciofi
- 200 gr. di ricotta
- 50 ml. di vino bianco secco
- una bustina di zafferano
- sale
- pepe
| Preparazione: Far appassire la cipolla tritata nel burro fuso, aggiungere la parte tenera dei carciofi finemente affettata e lasciar cuocere lentamente aggiungendo poco vino bianco. Salare e pepare. Ammorbidire la ricotta con poca acqua di cottura della pasta e unirvi una bustina di zafferano. |
Informazioni:
- Ingredienti per: 4 persone
- Tempo di cottura: 20 min
- Tempo di preparazione: 15 min
- Difficoltà: Ricetta Facile
- Ricetta vista: 23875 volte
- Autore: Albina
Ricetta: Filetto di persico in crosta di patate
luglio 22, 2008
Mangia Filetto di persico in crosta di patate nei ristoranti di Roma
INGREDIENTI per 4 persone:
- 200 g di filetto di pesce persico
- 4 patate
- 100 g di farina di semola
- Olio d’oliva extra-vergine
Mettere in una teglia da forno un foglio di carta da forno, fare un letto di patate, adagiare sopra il pesce e coprire con un altro strato di patate.
Velare con la farina e versare l’olio.
Infornare a 180-200 gradi per 15-20 minuti
Ricetta: Soutè di cozze e vongole a Roma
luglio 22, 2008
Vuoi mangiare soute di cozze e vongole a Roma?
INGREDIENTI per 4 persone:
- • 4 kg. di cozze
- • 2,5 kg. di vongole• peperoncino
- prezzemolo
- salsa di pomodoro
- • pane a fette
PREPARAZIONE
Lavare e pulire sia le cozze che le vongole.
Preparare nel frattempo un tegame (possibilmente di terracotta abbastanza largo) dell’olio, aglio e 6-7 cucchiai di salsa e far cuocere a fuoco lento (non salare perche’ le vongole sono gia’ salate, eventualmente si aggiunge all’ultimo).
Cuocere le cozze con sale, aglio e prezzemolo. Una volta dischiuse buttare una parte del guscio e le altre adagiarle in un piatto. Versare l’acqua delle cozze dentro il nostro sugo che sta cuocendo adagio.
Cuocere alla stessa maniera le vongole, buttare una parte del guscio e metterle da parte, filtrare la loro acqua mettendola sempre nel nostro sugo.
Aggiungere al sugo del peperoncino, le cozze e le vongole tenute da parte. Il sugo deve risultare a meta’ del riempimento della pentola (riempimento tra cozze e vongole).
Controllare il sale se necessario eventualmente aggiungerlo. Tagliare delle fette di pane e tostarlo in forno o sulla griglia ed adagiarle nella pentola ai lati facendo in modo che una parte entri nel sugo. Service e buon appetito!
Ristoranti: prezzi salati e lacrime
luglio 22, 2008
“Dopo anni di trend positivo oggi il settore della ristorazione registra una battuta d’arresto: -2% annuo e -14,7% nei 3 mesi estivi. I consumatori gioiscono. Sommariva, presidente del Fipe: “menù basic” per contrastare la crisi In tempi in cui la crisi si fa sentire un po’ in tutti i settori, prima o poi doveva toccare anche ai ristoratori piangere le prime lacrime per un’avvisaglia di tempi cupi, dopo anni di “vacche grasse”. Proprio loro, con i locali sempre pieni, con i conti sempre più salati, con quei menù dai prezzi sempre più inavvicinabili, ma lo stesso per ora indenni dai “tagli” dei consumatori. Che piuttosto rinunciano a un pasto completo, fatto di più portate, ma non ad andare a mangiare fuori. Proprio loro (e qualcuno dirà: era ora!) devono per la prima volta fare i conti con un segnale negativo. Dopo anni di trend positivo, infatti, oggi il settore della ristorazione sta registrando una battuta d’arresto.
Secondo quanto denunciato da Fipe-Confcommercio, attraverso il suo presidente Edi Sommariva, in un recente convegno internazionale (“Ristorando”), il calo del volume di affari si avvia a superare il 2% entro la fine del 2004, senza contare che nei soli tre mesi estivi la flessione del fatturato ha toccato il 14,7%. Dati che allarmano gli operatori del settore, ma che inducono anche a qualche serena riflessione, tenuto conto che una delle accuse più di frequente mosse ai ristoratori è l’aver ritoccato i menù quasi al raddoppio con l’arrivo dell’euro, offrendo piatti come un semplice dessert che un tempo costava circa 8 mila lire a 7-8 euro e filetti alla griglia da 20 mila lire a 18 euro. Di contro i ristoratori si difendono spostando l’accusa a 360°: «È tutta la filiera che ha subito rigonfiamenti, e noi siamo solo un passaggio della catena». Tant’è, per fare chiarezza abbiamo sentito il presidente di Fipe, Edi Sommariva, che al convegno aveva riconosciuto: «Il prezzo delle consumazioni è effettivamente aumentato in questi anni, ma le aziende del settore registrano l’aumento sistematico dei costi fissi, materie prime, tasse, locazioni ed è tutto questo che sta generando aumenti sui prezzi al consumo e sulla stessa domanda».
Cos’è questo allarme dei ristoratori. La cito testualmente: “Tutto questo (la crisi, ndr), per la Fipe, fa sì che la ristorazione italiana rischi di ”rimanere strozzata fra l’ aumento dei costi e la richiesta di un calo dei prezzi”. Non le sembra un po’ esagerato per un settore che per anni ha straguadagnato sui consumatori?
Siamo consapevoli che il consumatore italiano oggi è profondamente diverso da quello di 3 anni fa: è molto più selettivo e più attento al portafogli. Vuole formule più economiche. Oggi abbiamo grandi problemi di filiera, che è sempre più rigida e non consente flessibilità dei prezzi. Vorremmo modernizzare questo sistema, con una riorganizzazione che parta dalla cucina. Non tutti infatti possono permettersi uno standard “eccellente” quando escono a cena, e di questo bisogna tener conto. Bisognerebbe quindi prendere esempio dalle compagnie aeree e offrire, come loro offrono voli low cost, dei menù.. come dire, “basic”.
Ma nel caso dei low cost il risparmio è legato a fattori molto particolari come la prenotazione in largo anticipo, date poco gettonate etc, insomma non sono criteri adattabili ai pasti…
Certo, infatti in questo caso la “ricetta” che suggeriamo prevede menù completi diversificati, all’interno dello stesso ristorante, con prezzi naturalmente diversi.
A discapito di cosa? Della qualità del cibo?
No di certo. Menù meno costosi sarebbero quelli che richiedono minor tempo di elaborazione, piatti più semplici ed economici, meno laboriosi per lo chef, ma non per questo meno gustosi.
Ma quello che sta descrivendo ricorda tanto i cosiddetti menù turistici, fatti di 3 portate e con prezzi scontati. Manca solo la fotografia…
No, ecco, quella è un’etichetta svilente, è sinonimo di poca qualità. Mi piace più chiamarli “menù basic” o menù del giorno.
Ma non fate neanche un briciolo di autocritica o un buon esame di coscienza? I ristoratori hanno spesso fatto l’equivalenza “un euro uguale mille lire”, senza contare che gli stipendi del personale nel frattempo non sono affatto raddoppiati.
Ma quella è una vecchia storia, che prima di noi riguarda tanti altri settori, come il petrolio, i trasporti e tanti altri beni di supporto anche alla nostra attività. E poi l’Istat parla chiaro: gli aumenti nel settore della ristorazione sono stati superiori all’inflazione, +4,4%, ma non di più.
Come si concilia il vostro grido d’allarme con il comunicato da voi diramato lo stesso giorno, di tutt’altro tenore e ottimistico, che dice: “Gli italiani preferiscono sempre di più mangiare al bar o al ristorante e la spesa per i consumi fuori casa è salita a 46 miliardi l’anno. Secondo la Fipe-Confcommercio, la spesa per i consumi alimentari fuori casa è cresciuta, dal 1988 a oggi, dal 24,9% al 30,9% del totale”.
Non c’è contraddizione a ben vedere perché è vero che è aumentato il numero di persone che mangiano fuori casa, ma è diminuita la spesa media, e quindi la cifra scritta sullo scontrino a fine pasto. Questo perché, appunto, non si consumano più pasti tradizionali fatti di più portate, ma ci si accontenta di un paio di portate o piatti unici, per far quadrare i conti.”
Da news2000.libero.it
Ricetta: Linguine all’astice a Roma
luglio 22, 2008
Mangia Linguine all’astice nei ristoranti di Roma
INGREDIENTI per 4 persone:
- 3 astici ( ma se ne avete 4 è anche meglio!)
- Pomodorini pachino rossi
- Un bicchiere di brandy
- Peperoncino
- Olio, sale, aglio e prezzemolo tritato
- Alloro
- Linguine
PREPARAZIONE
La prima cosa da fare è sciacquare sotto acqua corrente gli astici ( morti) e metterli in una pentola piena di acqua fredda con qualche foglia di alloro. Portare ad ebollizione, e far bollire per 15 minuti.
Vedrete il loro colore cambiare, e diventare di un vivo color arancio.
Una volta trascorso il tempo di bollitura, scolarli e farli leggermente raffreddare.
Quando potrete toccarli senza scottarvi le mani, prendete un trinciapollo e tagliateli nel senso della lunghezza, ottenendone così varie metà… staccate dal corpo le chele e con uno schiaccianoci rompetele per far uscire l’acqua in eccesso e per creare delle crepe da cui la cottura potrà insaporire la polpa… Uno degli astici ( anche due se ne avete di più) va svuotato completamente e la sua polpa va raccolta a parte.
A parte, in una padella con fondo largo, mettere abbondante olio di oliva e uno spicchio d’aglio a pezzi grossi, per poterlo togliere in seguito. Adagiarvi gli astici tagliati, dalla parte della polpa, le chele e la polpa dell’astice svuotato e fate soffriggere un po’ nell’olio , facendo insaporire, dopo pochi minuti versarvi sopra il brandy e fate evaporare lentamente…( chi lo preferisce può usare il vino bianco invece del brandy che da un sapore più dolciastro).
Tagliare un bel po’ di pomodorini, senza eliminare la pelle, se volete potete aggiungere anche della polpa di pomodoro in scatola per rendere il tutto un po’ più liquido. Unire un po’ di peperoncino, aggiustare di sale e lasciar cuocere lentamente…
Intanto mettete a bollire l’acqua e una volta a temperatura, lessate la pasta!
Togliete gli astici dalla padella, lasciando solo il fondo di cottura con il sughetto.
Scolate le linguine con un forchettone direttamente nella padella, lasciandoli così molto umidi e non completamente scolati. Fateli saltare nel sughetto a fiamma alta per meno di un minuto, rigirandoli e condendoli bene col sugo.
Dopo aver preparato le porzioni, sistemare nei piatti anche i mezzi astici e le chele come decorazione che diventerà uno sfizioso secondo piatto, dopo le linguine.
Ovviamente prima di servire, non dimenticatevi abbondante prezzemolata.
Cucina romana e laziale a Roma?
luglio 22, 2008
Vuoi cercare dei ristoranti di cucina romana e laziale?
La cucina laziale è rappresentata in gran parte da quella romana nella quale sono convogliate tutte le specialità delle tradizioni culinarie della regione divenendo così un ricco e saporoso riassunto di una gastronomia varia nella quale compaiono apporti di zone confinanti e di altre comunità prima fra tutte quella ebraica che ha lontane radici storiche.
Una cucina che in Roma ha difeso dall’ingerenza delle mode e del turismo – meglio di quanto sia avvenuto in altre zone laziali e in altre regioni italiane – la propria genuinità; a Roma infatti si rispetta il passato, lo si tiene in vita – seppure ovviamente arricchendo e personalizzando tale eredità – perpetuando la schiettezza e la gustosa semplicità di una cucina di estrazione popolare che in parte ha coinciso anche nei secoli di maggior splendore con quella papalina e aristocratica per la quale questa cucina rappresentava la quotidianità, mentre per il popolo era un’aspirazione che si concretizzava occasionalmente.
E così sono nati proverbi e adagi significativi di tale coincidenza fra la cucina di classi tanto lontane.
«Chi se vò imparà a magnà, da li preti bisogna che va», sentenziava il popolo romano aggiungendo che «lo Spirito Santo nun abbotta (= non riempie la pancia)» sapendo che «la panza è fatta pe’ li maccaroni, e le chiacchiere pe’ li minchioni».
Cucina mediterranea a Roma?
luglio 22, 2008
La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari tradizionali dei paesi europei del bacino mediterraneo, in particolare Italia (soprattutto Liguria, regioni peninsulari ed insulari), Francia meridionale (specialmente Provenza e Linguadoca), Grecia e Spagna; tale dieta ha avuto grande diffusione, specie dopo gli anni novanta, in alcuni paesi americani fra cui l’Argentina, l’Uruguay e alcune zone degli Stati Uniti d’America. Questa dieta è stata abbandonata nel periodo del boom economico degli anni sessanta e settanta perchè ritenuta troppo povera e poco attraente rispetto ad altre modalità alimentari provenienti in particolare dalla ricca America, ma ora la dieta mediterranea sta sicuramente riconquistando, tra i modelli nutrizionali, il posto che merita.
Vuoi conoscere i ristoranti che offrono una cucina mediterranea?